Errore
Lo scherzo del Coronavirus: carriera finita per molti campioni del calcio. Ovvero piccola vendetta di un ciclista costretto a casa. | Stampa |
Scritto da jacopo rothenaisler   
Domenica 19 Aprile 2020 21:21

Nel mondo alla rovescia scoperchiato dalla pandemia sono tante, troppe, le prepotenze inflittemi e che non sopporto più, a cominciare dalla demonizzazione di ranner e ciclisti, come se sforzarsi di mantenersi in una buona forma fisica e conseguentemente anche mentale possa essere di qualche ostacolo alla battaglia per sconfiggere il virus.

Gli unici esercizi fisici ammessi da questa corrente di pensiero sono quelli veicolati dalla cosiddetta informazione "sportiva". Le pletoriche redazioni sportive nazionali - pur avendo i mezzi per raccontare ciò che sta avvenendo a 45 federazioni, 70.000 società e quasi 5 milioni di tesserati - conoscono e dissertano di un solo argomento, del calcio, o meglio, del denaro. Mentre vengo trattato da possibile untore per il solo fatto di pensare di fare qualche chilometro in bicicletta (mettetevelo bene in testa: non è un fatto ludico, infantile o di demenza senile di uno di 72 anni, ma una meravigliosa terapia), nulla mi è dato a sapere di gloriose discipline e di come se la passano straordinari atleti. Nel tempo in cui la schiera degli ultimi, anche tra gli atleti, si ingrossa sempre più, nessuno li racconta. Non passa invece giorno senza dover ascoltare ciò che avviene solo ed eslusivamente nel finto dorato mondo del pallone. Si gioca, non si gioca, ripartiamo a Maggio , 3 campionati in uno e via di questo passo.

Ho così maturato l'irresistibile voglia di vendicarmi, almeno poco poco, fornendo attraverso una breve nota un argomento di discussione, tanto capzioso quanto vero, alla finta informazione e alla organizzazione dello pseudo sport del calcio. Mi è di aiuto proprio il coronavirus. La nota è la seguente:

Cari giornalisti sportivi, care società di calcio, cari allenatori, cari calciatori,
nell'intero Pianeta una sola specie di mammiferi, per stare eretti comminare o correre, ha bisogno di sputare: sono i calciatori professionisti. Nessun altro essere vivente sputa senza ragione: il calciatore lo fa. Ogni 100 mt o al massimo ogni minuto lui, il calciatore, sputa. Per tirare una punizione gli specialisti come Milorad Pjanic spuntano 10 volte, per un rigore inondano il campo della loro saliva sempre ovviamente ripresi in primo piano dalle TV del mondo intero. Ma sputare non si potrà più: come avrete saputo il Covid-19 vive nella saliva, dove può restare anche molto più a lungo che in altre condizioni. Che cosa state pensando di fare, care società e cari allenatori, per la Fase 2, la tanto attesa ripartenza, con giocatori che devono sputare per poter correre, e sono abituati a farlo 90, 100 volte nel corso di una partita di 90 minuti? Li state allenando a trattenere la saliva? E riescono a stare in piedi? Se correre in libertà e da soli in un parco è per i nostri politici delittuoso, come deve essere giudicata, sempre secondo voi, la condotta di squadre i cui membri sputeranno a terra 2-3.000 volte a partita? Spero vi rendiate conto che il rischio conseguente è altissimo e non potete far finta di niente. Non godrete (si fa per dire) del silenzio e delle opacita di quanto avvenuto nelle fabbriche o nelle RSA. Li nessuno è potuto entrare e si contano i morti . Voi sarete sempre sotto gli occhi di tutti. E per salvare la faccia ai politici potrebbe risultare necessario essere molto più severi proprio con il calcio che con chiunque altro. State pensando di fare e proporre qualcosa? magari una autocertificazione speciale per i calciatori, una dichiarazione molto impegnativa sulla capacità di fare sport dei vostri atleti senza emettere la saliva, con sanzioni severissime commisurate allo stipendio del calciatore? “

Al fine una consolazione . Comunque vada a finire anche il calcio del dopo coronavirus non sarà più lo stesso.